guida completa aSD E SSD

Safeguarding: obblighi e responsabilità per ASD e SSD

Cos’è il safeguarding nello sport

Il safeguarding è l’insieme di misure, procedure e comportamenti che ogni organizzazione sportiva deve adottare per garantire un ambiente sicuro, rispettoso e protetto per tutte le persone coinvolte nelle attività sportive. Non si tratta solo di prevenire situazioni estreme, ma di costruire un contesto in cui atleti, istruttori, dirigenti e collaboratori possano operare senza rischi di abuso, molestie, discriminazioni o violenze, sia fisiche che psicologiche.
Nel mondo sportivo moderno il safeguarding rappresenta un vero e proprio standard di qualità organizzativa. Non è più sufficiente “fare sport con buone intenzioni”: oggi è necessario dimostrare di avere una struttura capace di tutelare concretamente le persone.

A chi si applica il safeguarding

L’obbligo di adottare misure di safeguarding riguarda tutte le ASD e tutte le SSD affiliate, senza alcuna distinzione. Non conta la disciplina sportiva, non conta il numero di soci, non conta se si lavora con minori o solo con adulti. La forma giuridica non modifica in alcun modo la responsabilità.
Ogni associazione o società sportiva è responsabile dell’ambiente che crea. Chi ricopre ruoli direttivi, come presidenti, amministratori o membri del consiglio, risponde direttamente dell’adozione o meno delle misure di tutela.

Perché oggi è un obbligo e non una scelta

Il safeguarding è diventato un obbligo a seguito della riforma del sistema sportivo e delle linee guida introdotte da CONI, Federazioni ed Enti di Promozione Sportiva. Non è una raccomandazione etica, ma un requisito organizzativo richiesto per continuare a operare nel sistema sportivo ufficiale.
Non adeguarsi significa esporsi a rischi concreti: dalla perdita dell’affiliazione fino a responsabilità civili e penali in caso di problematiche gravi. Ma soprattutto significa dimostrare di non essere allineati agli standard minimi di tutela oggi richiesti nello sport.

Cosa devono fare concretamente ASD e SSD

Ogni ASD e SSD deve strutturarsi in modo chiaro. Il primo passo è la nomina di un Responsabile Safeguarding, una figura incaricata di vigilare sul rispetto delle regole, gestire eventuali segnalazioni e garantire che le procedure siano applicate correttamente.
Accanto a questo è necessario adottare modelli organizzativi e codici di comportamento che definiscano quali atteggiamenti sono consentiti, quali sono inappropriati e come devono essere gestite le relazioni tra istruttori, atleti, collaboratori e dirigenti. Questi documenti non sono semplici formalità, ma strumenti reali di tutela.
È fondamentale inoltre predisporre procedure di segnalazione chiare, accessibili e riservate, che permettano a chiunque di segnalare situazioni problematiche senza timore di ritorsioni o giudizi.
Infine, tutto il personale deve essere formato. Il safeguarding non funziona se resta solo sulla carta: serve consapevolezza, cultura organizzativa e responsabilità condivisa.

Il ruolo del Responsabile Safeguarding

Il Responsabile Safeguarding non è una figura simbolica. È una persona incaricata di garantire che l’associazione o la società operi realmente in un contesto sicuro. Deve saper ascoltare, valutare, documentare e attivare le procedure corrette in caso di criticità.
Non è un controllore punitivo, ma un garante della qualità dell’ambiente sportivo. La sua presenza tutela gli atleti, ma anche gli istruttori e i dirigenti, evitando incomprensioni, conflitti e situazioni ambigue.

Perché il safeguarding conviene davvero

Oltre all’obbligo normativo, il safeguarding è uno strumento potentissimo di crescita organizzativa. Un’associazione che applica correttamente queste misure trasmette fiducia, professionalità e credibilità. Le famiglie si sentono più tranquille, gli atleti più protetti, gli istruttori più tutelati.
Il safeguarding protegge anche da accuse infondate, conflitti interni e problemi legali. In un settore dove il rapporto umano è centrale, avere regole chiare significa lavorare meglio e con meno stress.

Safeguarding e professionalità nello sport moderno

Oggi fare sport non significa solo organizzare attività, ma gestire una vera organizzazione con responsabilità educative, sociali e giuridiche. Il safeguarding rappresenta uno degli indicatori principali di professionalità.
Chi ignora questi aspetti rischia di rimanere indietro. Chi li integra nel proprio modello organizzativo costruisce invece un progetto solido, credibile e duraturo nel tempo.

Il supporto di CSEN Abruzzo On Board

CSEN Abruzzo On Board affianca ASD e SSD affiliate nel percorso di adeguamento al safeguarding, offrendo supporto concreto su modelli organizzativi, nomina del responsabile, formazione dello staff e corretta gestione documentale.
Mettersi in regola oggi significa proteggere le persone, tutelare la propria attività e costruire uno sport più serio, sicuro e professionale.

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